Lei è Paola Egonu, per chi come me ha giocato a pallavolo o segue questo sport non c’è alcun dubbio: sarebbe un fenomeno anche se avesse la pelle viola, ma per i “professionisti dell’informazione e dell’integrazione” questo non è abbastanza. Non è abbastanza che un’atleta eccezionale sia eccezionale già di suo, soprattutto se è nera soprattutto se è bisessuale bisogna strumentalizzare subito! Quindi Paola Egonu, che non ha assolutamente bisogno di aiuti esterni per dimostrare l’atleta fenomenale che è già, viene photoshoppata un paio di metri più in alto rispetto alla sua elevazione, perché essendo bisessuale e di colore, le si deve conferire un’aura divina, qualcosa che va oltre l’eccellenza, qualcosa di ultraterreno. E così i Lorenzo Tosa’s italiani, mai sazi di sbrodolarsi di cazzate e che sono tanti purtroppo, cominciano a stracciarsi le vesti, cominciano a parlare di integrazione, interrazialità come valore aggiunto, lgbt come miracolo della creazione. Perché quando c’è da fare propaganda non si fanno prigionieri, bisogna dargli una “ spinta in più ”all’eccezionalità dell’integrazione bisogna dargli se serve “una ritoccata”.